18/05/2026

Formazione e lavoro: aggiornarsi non è più un’opzione, ma una strategia di continuità professionale

Negli ultimi anni la formazione è diventata una delle parole più presenti nel dibattito sul lavoro.
Si parla di upskilling, reskilling, apprendimento continuo, nuove competenze. 

Ma come viene vissuta davvero dalle persone? 

I dati di Persone & Lavoro 2026, l’indagine condotta da AxL su oltre 1.500 persone in tutta Italia, restituiscono una fotografia concreta: la formazione non emerge come valore astratto o dichiarazione di principio.
Più che un benefit, la formazione viene percepita come uno strumento concreto per mantenere la propria occupabilità, adattarsi ai cambiamenti e restare competitivi nel mercato del lavoro. 

La formazione non divide le generazioni 

Uno degli elementi più interessanti riguarda la diffusione trasversale della formazione. 

In tutte le fasce generazionali, oltre l’80% delle persone dichiara di aver utilizzato negli ultimi 18 mesi strumenti formativi per migliorare le proprie competenze: 

Il dato suggerisce una lettura importante: la formazione non è una pratica “dei più giovani”, né un tema legato esclusivamente alla trasformazione digitale.
È una necessità condivisa lungo tutto il ciclo di vita professionale. 

Ciò che cambia non è la presenza della formazione, ma il modo in cui viene utilizzata. 

Formarsi sì, ma in modi diversi 

L’analisi evidenzia infatti approcci differenti tra generazioni. 

Le persone con maggiore esperienza lavorativa accedono più spesso a percorsi strutturati, collegati al ruolo o promossi dall’organizzazione.
Per Millennials e Gen Z, invece, è più frequente il ricorso all’autoapprendimento e a percorsi scelti in autonomia. 

Questo non significa che le organizzazioni investano solo sulle figure senior, né che le generazioni più giovani si formino “di più”.
Piuttosto, emerge una diversa relazione con l’apprendimento. 

Per chi è inserito in contesti professionali consolidati, la formazione tende a essere integrata nei processi organizzativi.
Per chi si trova nelle fasi iniziali o intermedie della carriera, diventa spesso una responsabilità personale e continua. 

La formazione accompagna quindi le diverse fasi della vita lavorativa, adattandosi ai contesti, alle opportunità e ai bisogni professionali. 

Un rapporto sempre meno lineare tra studio e lavoro 

Un altro elemento significativo riguarda il rapporto tra percorso di studi e attività lavorativa. 

Le generazioni più mature mostrano una maggiore presenza di percorsi professionali non direttamente collegati agli studi svolti.
Per Millennials e Gen Z emerge invece una maggiore aspettativa di coerenza tra formazione iniziale e lavoro, anche se questa continuità non sempre si realizza. 

Il dato non racconta necessariamente una frattura o una delusione.
Piuttosto, evidenzia come la traiettoria professionale sia diventata meno lineare per tutte le generazioni. 

In un mercato del lavoro sempre più dinamico, la formazione iniziale non basta più a definire un percorso stabile nel tempo. 

Competenze tecniche prima di tutto 

Quando le persone scelgono di formarsi, cosa cercano davvero? 

I dati mostrano una prevalenza chiara dei corsi legati a competenze tecniche e aggiornamenti direttamente spendibili nel lavoro.
Soft skills e crescita personale sono presenti, ma rimangono secondarie. 

È un dato interessante perché si discosta, almeno in parte, dalle grandi narrazioni internazionali che enfatizzano soprattutto leadership, comunicazione e capacità relazionali. 

Questo non significa che le persone considerino poco importanti le soft skills. Dall’analisi emerge piuttosto un approccio pragmatico alla formazione, orientato soprattutto a capacità immediatamente spendibili nel lavoro. 

Chi investe tempo e risorse nell’apprendimento tende a privilegiare competenze percepite come immediatamente utili per rafforzare l’occupabilità e mantenere rilevanza professionale. 

La formazione come leva di continuità 

L’aspetto forse più rilevante riguarda proprio il significato attribuito alla formazione. 

Il report mostra come le persone non si formano per accumulare titoli o certificazioni.
Lo fanno per mantenere continuità professionale, aggiornare il proprio profilo e ridurre il rischio di esclusione dal mercato. 

La crescita professionale rimane una motivazione trasversale, ma la formazione viene vissuta soprattutto come uno strumento concreto per restare al passo con il cambiamento. 

Per le organizzazioni, questo significa che la formazione non può essere interpretata solo come iniziativa HR o leva reputazionale. 

Sempre più spesso rappresenta un elemento che influenza: 

  • motivazione,  
  • percezione di stabilità,  
  • fiducia nell’organizzazione,  
  • capacità di trattenere le persone nel tempo.  

Da benefit a responsabilità condivisa 

Un ulteriore elemento riguarda il ruolo delle organizzazioni. 

I dati mostrano che, con l’aumentare dell’esperienza lavorativa, cresce anche la quota di formazione proposta direttamente dall’azienda.
Parallelamente, Millennials e Gen Z tendono a ricercare in autonomia occasioni di apprendimento. 

La formazione appare quindi sempre meno come una responsabilità esclusivamente aziendale o individuale, quanto piuttosto un terreno di corresponsabilità tra persona e organizzazione. 

Le aziende che riescono a costruire contesti di apprendimento credibili e accessibili non rispondono soltanto a un bisogno di aggiornamento; di fatto contribuiscono a rafforzare adattabilità, coinvolgimento e continuità professionale. 

Uno strumento per leggere il cambiamento 

Il report Persone & Lavoro 2026 mostra che il rapporto con la formazione sta cambiando insieme al lavoro. 

Non basta più chiedersi se la formazione sia importante; la domanda oggi è come viene utilizzata, da chi viene attivata e quali bisogni cerca di rispondere. 

Comprendere queste dinamiche significa leggere in modo più realistico le trasformazioni del mercato del lavoro e le aspettative delle persone. 

Scarica il report completo Persone & Lavoro 2026 e approfondisci tutti i dati sull’evoluzione del rapporto tra persone, competenze e lavoro.