UN LAVORO #COMESIDEVE? SEMPRE, ANCHE SUI SOCIAL NETWORK

News · Novembre 22, 2017

Viviamo di social network ormai, è un dato di fatto. Ma quanto contano davvero nella nostra vita? O meglio, qual è il loro peso reale nelle dinamiche quotidiane, non solo personali, ma anche professionali? Può la nostra identità digitale determinare avvenimenti come assunzioni, richiami sul lavoro o, addirittura, licenziamenti? Secondo gli studi sì, e anche secondo la nostra esperienza nel recruitment.

 

VITE A CONFRONTO

Come nella vita “reale” dobbiamo rispettare alcune tacite e condivise norme di comportamento, come la puntualità, un linguaggio, anche del corpo, consono, le formule di saluto ecc…, così nella nostra vita virtuale dovremmo tenerne conto, ricordandoci di essere comunque a contatto con altre persone, che non sono solo utenti.
Certo, sui social possiamo anche prenderci la libertà di vivere ed esprimere il nostro tempo libero, le nostre opinioni e gusti, ma è tutto ugualmente possibile e fattibile mantenendo aperto un punto di vista esterno, il più possibile oggettivo, sui nostri atteggiamenti e comportamenti. Per questo oggi si parla di reputazione digitale e per questo è tanto rilevante per i tutti i recruiter, e per i colleghi e datori di lavoro che ci seguono sui social. Non dimentichiamolo e facciamo scorta di qualche piccola accortezza consigliata dai nostri professionisti HR.

 

MODERA I TONI

I social, spesso, ci fanno sentire come se fossimo in un campo aperto dove correre in libertà da ogni parte, alla scoperta di cose nuove, anche sgradite, che tirano fuori il meglio e il peggio di noi. Anche se è giusto vivere ed esprimere le nostre reazioni, dovremmo ricordare sempre che libertà è soprattutto la capacità di discernimento e giudizio: non lanciamoci in invettive “a freddo”, non confondiamo la sincerità con l’aggressività. Come nella vita di ogni giorno, rischieremmo di apparire in un modo che forse non ci rappresenta: scontrosi, impulsivi, arroganti, addirittura infantili.

 

ERRORI DI HORROGRAFIA

I verbi, la punteggiatura, le maiuscole e le minuscole, tutto parla di noi: un testo poco curato nella sintassi e nell’ortografia ci fa sembrare superficiali, approssimativi, troppo di corsa o troppo disinteressati per pensare un minuto in più a cosa, e come, stiamo scrivendo. Come recruiter riceviamo molte richieste e messaggi via internet, e la cosa che più apprezziamo è la buona volontà, anche nella scrittura; non cerchiamo dei letterati, ma ci piace avere l’impressione che il candidato abbia riflettuto sulla sua presentazione, su cosa chiedere, che abbia, quindi, investito tempo per sé stesso.

 

FAKE NEWS? NO, GRAZIE

No catene, no spam, no fake news. La veridicità di quello che condividiamo va sempre verificata, dimostriamo di non essere degli automi che condividono contenuti fasulli, faziosi o sconosciuti. Cerchiamo di dimostrare, invece, il nostro spirito critico e la nostra capacità di giudizio.

 

LE BUONE MANIERE NON INVECCHIANO MAI

Il 13 novembre scorso abbiamo festeggiato la Giornata Mondiale della Gentilezza, e come disse il Dalai Lama:”Sii gentile quando possibile. È sempre possibile”. Perché no? Migliora la vita degli altri e soprattutto la nostra, ci si guadagna in salute, in immagine e professionalità. E allora non lasciamo nel cassetto alcune cose “vecchie” che sono utili sempre, anche in questo mondo moderno. I social ci portano spesso all’isolamento, al rancore che ci consuma e ci spinge sempre più a cercare un’affollata solitudine. Le buone maniere e il saper stare al mondo ci salveranno, o almeno avremo fatto contenta la nonna 😉