A fianco delle Grandi Aziende per crescere insieme

News · Aprile 23, 2021

Intervista ad Emanuela Zucca, National Key Account Grandi Clienti.
Il mio ruolo? Un consulente, un collettore, un consigliere, un informatore. E anche la voce fuori campo che ha il dovere di mettere in guardia laddove necessario. Un professionista vero, infatti, deve anche saper dire di no, nell’interesse dell’Azienda Cliente.

 

Ha la passione per la fotografia perché “attraverso l’obiettivo si possono osservare meglio le cose e guardarle anche da una prospettiva differente”. La carriera nel mondo delle risorse umane è iniziata nel lontano 2006: galeotto fu un annuncio di stage di un’agenzia per il lavoro di Torino. E da quel giorno è stato un crescendo fino al recente incarico come National Key Account di AxL. Una nuova e importante sfida per Emanuela Zucca che ha subito raccolto con la determinazione e l’energia che la contraddistinguono.

Qual è lo scenario in cui si trovano ad operare oggi le grandi aziende?

Le aziende del panorama nazionale e, in particolar modo, le Grandi Aziende si trovano, oggi più che mai, a dover fare fronte a numerose sfide da vincere in uno scenario sempre più complesso.
Devono, infatti, operare in contesti sempre più competitivi dove l’accelerazione vertiginosa dell’innovazione tecnologica detta, oramai, le regole al punto da diventare uno spartiacque tra chi sta dentro o fuori dal mercato. Di conseguenza, in molti casi, i margini di guadagno sono andati sempre più contraendosi anche in relazione al costo del lavoro che incide fortemente sul bilancio delle aziende. In particolare, nel tema delle risorse umane, il susseguirsi di novità e cambiamenti epocali che il Legislatore ha voluto applicare alla materia giuslavoristica hanno imposto la necessità di ripensare all’organizzazione interna delle imprese in riferimento al capitale umano. A tutto questo si aggiunge, l’impatto dirompente di una nuova modalità di lavoro che impropriamente definiamo “smart working” e non soltanto ha obbligato le aziende a una rivoluzione culturale non correttamente pianificata, progettata e fatta propria, ma ha significato anche forti investimenti economici per le infrastrutture e importanti difficoltà nella gestione operativa.

 

Insomma, viviamo un’epoca di cambiamenti, spesso forzati, da gestire in uno scenario sempre più complesso in particolare nel tema delle risorse umane…

Esattamente. Posso dire che oggi dobbiamo essere consapevoli dello sforzo che tutte le Aziende stanno compiendo nell’imponente e complesso lavoro di modifica del loro modello organizzativo, produttivo, commerciale e tecnologico indispensabile per continuare il loro business e volto a far fronte a qualsiasi evento endogeno ed esogeno.

 

Dalla sua esperienza quotidiana come ritiene che stiano agendo le grandi aziende in questo contesto?

Consideriamo che quando si parla di grandi aziende significa riferirsi a un segmento di imprese con un fatturato rilevante, un importante numero di dipendenti diretti e indiretti, oltre che a una stratificazione territoriale multi localizzata che talvolta si declina con modalità e business diversi l’una dall’altra. La pandemia ha fatto emergere in modo inequivocabile tutti gli aspetti positivi e le criticità sopite e latenti delle organizzazioni. È corretto sottolineare che tutte le nostre aziende clienti hanno reagito prontamente e hanno immediatamente posto la salute e la sicurezza delle risorse sopra qualsiasi interesse di business. In termini di criticità, alcuni esempi fra tutti riguardano la complessità nella gestione dei flussi di comunicazione, il coordinamento organizzato, la difficoltà nel riallocare o reimpiegare le risorse in base alle esigenze, la necessità di acquisire nuove competenze, il numero ristretto dei riferimenti strategici interni capaci di avere una visione totale della propria organizzazione.

Quindi il tema delle risorse umane appare ancora più centrale…

Direi fondamentale perché torna ancor più prepotentemente in pista il fabbisogno di risorse umane, in capo agli uffici HR, che siano coerenti con i nuovi modelli organizzativi. Per questo le sfide sono tante. Individuare nuovi talenti e selezionarli in base alle reali esigenze; mappare le capacità, le competenze e le conoscenze già presenti in azienda; valorizzare le abilità professionali; formare le risorse in continuità: sono solo alcuni degli obiettivi più importanti per accrescere le performance, valorizzare le persone, abbattere i costi e massimizzare gli investimenti, in un’ottica di consolidamento e affermazione nel proprio mercato di riferimento.

 

Tante sfide, ma anche tante opportunità. Nel tuo ruolo di National Key Account Grandi Clienti come fornisci supporto alle aziende su questi temi?

La mia figura si innesta in questo contesto proprio con l’obiettivo di fornire un sopporto oggettivo, strategico e progettuale. Ad oggi nonostante il “sistema lavoro” sia nettamente più ingessato rispetto al passato, vi sono tuttavia valide opportunità da cogliere che è necessario conoscere in modo puntuale e approfondito. Il mio lavoro è proprio quello di studiare, elaborare e presentare al mio cliente le migliori soluzioni percorribili in risposta alle sue necessità. Non parliamo esclusivamente di aumento della forza lavoro temporanea o strutturale, ma possono essere esigenze formative, riorganizzative, valutative del personale esistente, definizione di processi di crescita e di carriera, il tutto nel rispetto di due principali elementi che determinano qualsiasi proposta: il rispetto del business e dei budget annuali prestabiliti.

 

Entrando nel vivo, quali sono i vantaggi per un’azienda nel relazionarsi con una figura come la tua?

Una figura professionale come la mia è in grado di offrire diversi vantaggi a cominciare dal fatto di rappresentare un unico interlocutore con uno sguardo oggettivo e privilegiato non solo per quanto riguarda il contesto generale, anche normativo, ma nello specifico su tutta l’azienda, dalla sede centrale alle singole unità dislocate sul territorio. L’impresa, infatti, è un ecosistema in cui tutte le funzioni, i dipartimenti le unità produttive hanno specificità ed esigenze diverse dettate semplicemente dal contesto territoriale nel quale sono ubicate. La visione globale favorisce e agevola il coordinamento ma soprattutto permette di anticipare o prevenire necessità e criticità.

Ritengo fondamentale anche l’approccio. Le aziende mi considerano a tutti gli effetti non un fornitore ma un partner che conosce molto bene il mercato del lavoro e ha una expertise trasversale di 15 anni, in grado quindi di restituire una fotografia puntuale del mercato del lavoro, oltre ad avere un raggio di azione ampio e variegato. Questo consente di sviluppare progetti che puntano anche a un’ottimizzazione dei costi e una definizione chiara e puntuale del ritorno dell’investimento.

In sintesi direi che la mia figura di Responsabile Grandi Clienti in AxL è un consulente, un collettore, un consigliere, un informatore. È anche la voce fuori campo che ha il dovere di mettere in guardia laddove necessario. Un professionista vero, infatti, deve anche saper dire di no, nell’interesse dell’azienda cliente.

 

Quali sono gli strumenti che il cliente ha a disposizione per verificare l’andamento di progetti di questo tipo?

Ovviamente ha la possibilità di avere un confronto costante con me, quindi un riferimento personale che rappresenta un punto di riferimento. Ma ogni progetto prevede anche l’elaborazione di una reportistica periodica, puntuale e precisa, che permette al cliente di tenere monitorati diversi parametri quali per esempio: gli aspetti legali e amministrativi, le evoluzioni mensili, il monitoraggio dei costi. Dati che sono fondamentali anche per prendere decisioni strategiche sul futuro.

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